Intossicazione da metalli pesanti

Aspetti fisiopatologici, clinici e di trattamento .

 


           La medicina Biologica 3/2007

2007       Rimini      XII Club dell'omotossicologia

La presenza di metalli nell’organismo riveste notevole importanza, un’alterazione quantitativa e/o qualitativa provoca un’interferenza sui normali processi biologici.

Molto si sa circa le carenze ed i relativi quadri, mentre risultano trascurati i quadri d’intossicazione. Notevole confusione viene generata non distinguendo le intossicazioni acute da quelle croniche; hanno in comune solo il tossico, mentre gli effetti sono completamente diversi. In quelle croniche l’organismo metterà in moto una serie di risposte adattative che produrranno diversi quadri per i quali necessitano modelli interpretativi differenti.

Fra le intossicazioni croniche da metalli pesanti particolare attenzione spetta a quella da mercurio la cui origine dipende da una serie di fattori alimentari, farmaceutici, cosmetici e soprattutto dalle otturazioni dentali in amalgama.

Il ciclo biologico del mercurio fa sì che, indipendentemente dall’origine e forma assorbita, inorganica od organica, questo subisca una serie di modifiche metaboliche, in maniera tale che, siano più o meno rappresentate contemporaneamente.

Vista l’intrinseca tossicità del mercurio, e gli aspetti adattativi si instaurano quadri clinici estremamente polimorfi legati ai fattori propri dell’ospite; ovvero la reattività costituzionale ed i fattori ambientali.

Lo studio delle intossicazioni croniche da metalli pesanti, senza l’adeguata valutazione del soggetto, conduce a conclusioni fuorvianti ed inevitabilmente al non corretto inquadramento della problematica. Al contrario, la valutazione del soggetto secondo i canoni della medicina biologica, permette di interpretare al meglio i polimorfi quadri clinici e di apprezzarne meglio le peculiarità, grazie alle possibilità offerte dall’inquadramento omotossicologico.

Potremo apprezzare e mettere in relazione fra loro una serie di sintomi vaghi ed aspecifici, con manifestazioni prevalenti in relazione ai fattori propri dell’ospite, potendo mettere in pratica l’assioma omeopatico ed omotossicologico di “curare il malato e non la malattia”.

L’attività diagnostica e terapeutica sarà rivolta non verso i sintomi bensì mirato all’inquadramento del paziente per apprezzarne lo stato, le capacità reattive e le necessità terapeutiche individuali, mirando alla riduzione dei fattori inquinanti, al miglioramento delle performance drenanti dell’organismo, con una azione diretta sulle residue capacità di disintossicazione fisiologiche e con un intervento a sostegno delle funzioni eventualmente alterate.

La rimozione di tutte le otturazioni dentali in amalgama riveste quindi un ruolo fondamentale, questa dovrà essere attuata secondo i più rigidi canoni di protezione del paziente, prima, durante e dopo.

Ruolo determinante spetta al drenaggio omotossicologico rivolto ai tre comparti dell’organismo: cellule, mesenchima ed emuntori. Necessaria, inoltre, una terapia di accompagnamento con integrazione di alcuni elementi, oppure nel sostegno di funzioni.

Parole chiave: Mercurio, Intossicazione cronica, Drenaggio, Rimozione controllata