La medicina olistica:

ieri, oggi e domani

 

La medicina olistica: ieri, oggi e domani

28/08/2007     Mesagne L'altra estate mesagnese

19/11/2007  Brindisi   Conferenza presso l'ASL BR

a cura della Croce Rossa  Italiana

La Medicina Olistica è un approccio diagnostico e terapeutico che considera la malattia come l'espressione di uno squilibrio globale dell'essere umano ed i sintomi come espressioni localizzate di uno squilibrio sistemico. Studia l'uomo nella sua globalità e non studiando solo parti di esso, perché una formazione complessa non è la somma di un aggregato di parti, ma ha proprietà qualitativamente nuove.

La medicina olistica non è una nuova branca, anzi possiamo trovare precisi riferimenti nella medicina ippocratica. Ippocrate (460-377 a.C. circa), universalmente riconosciuto come il "Padre della Medicina" fu fondatore e personaggio di maggior spicco della Scuola di Cos, sorta nell'isola omonima. Poneva in primo piano l'osservazione diretta del malato, qui nacquero i concetti di "clinica" e "diagnosi", sulla base delle quali impostare la terapia.

Purtroppo, invece, si pensa che la medicina olistica sia una medicina alternativa che si pone in contrapposizione alla medicina cosiddetta scientifica, al contrario essa cerca di integrare tutte le conoscenze sforzandosi di diventare una Medicina Integrata.

Nell’arco del tempo le varie scuole mediche si sono evolute in relazione ai paradigmi che si sono succeduti grazie all’evoluzione delle conoscenze, anatomiche, e fisiopatologiche, nonché delle tecniche diagnostiche e terapeutiche.

Una grossa divisione si avuta da subito, soprattutto per fattori geografici e socioeconomici, in medicina occidentale ed orientale.

In occidente sono state acquisite, soprattutto, conoscenze anatomo-fisio-patologiche, grazie ad grandi personaggi della medicina ed alla disponibilità di risorse economiche maggiori che hanno reso, inoltre, possibile gli enormi progressi diagnostici e terapeutici attualmente a nostra disposizione.

In oriente al contrario si sono evoluti gli aspetti “tradizionali” di tipo bioenergetico, purtroppo a noi ancora poco noti, alla base della medicina tradizionale cinese ed a pratiche terapeutiche come l’agopuntura.

La “nostra” medicina, occidentale ha avuto sicuramente una pietra miliare con Rudolf Virchow (1821-1902) che, individuando nelle cellule il punto di partenza di tutte le patologie, ha portato ad una rivoluzione scientifica con un nuovo paradigma, facendo nascere la patologia cellulare, cosicché i successivi studi sono stati sempre più rivolti alla fisiopatologia cellulare.

In realtà lo stesso Virchow aveva comunque posto l’attenzione alla sostanza intercellulare, questi aspetti sono stati colti da Reckweg (1905-1985) che ha posto le basi per l’omotossicologia

Attualmente le conoscenze che stiamo acquisendo a tutti i livelli, soprattutto di fisica quantistica comincia a minare il paradigma attuale. Al riguardo si possono citare gli studi riguardanti le endorfine che insieme alle conoscenze di anatomia microscopica dei cosiddetti agopunti, potrebbero fornire le basi scientifiche delle modalità di funzionamento dell’agopuntura, oppure gli studi sui cluster dell’acqua che potrebbero spiegare l’efficacia dell’omeopatia.

La medicina olistica rappresenta, tradizionalmente, l'individuo all'interno di un triangolo in cui i lati rappresentano: la struttura, la biochimico e l'attività psicoemozionale.

Lo stato di benessere, adattamento o malessere dipende dalla sommatoria dei tre lati del triangolo e non dallo stato di uno solo di essi, ed inoltre ogni lato influenza ed è influenzato dagli altri. Se in un primo tempo poteva basarsi solo su osservazioni e deduzioni la Psico Neuro Endocrino Immunologia ci fornisce le basi, scientifiche, per meglio interpretare i meccanismi neurofisiologici implicati.

L’evoluzione delle conoscenze, grazie alla ricerca scientifica, sta portando all’integrazione di forme di medicine che ancora oggi sono marchiate come “alternative” per il semplice fatto che ancora non abbiamo tutti gli elementi per capirne il funzionamento, che di fatto mostrano clinicamente la loro efficacia.

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